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LA NUBE TOSSICA ISLANDESE

La progressiva diffusione sull’Europa della nube generata dall’eruzione del vulcano islandese, apre gravi problemi non soltanto al traffico aereo.

Sappiamo infatti che il magma incandescente trasportato fuori dalla crosta terrestre, con la sua attività esplosiva, può disperdere nell’aria molte sostanze nocive per la salute dell’uomo, specialmente se vengono inalate e/o ingerite. Si va dal ferro, silicio, alluminio, calcio, magnesio, fin al radioattivo uranio naturale, diffusissimo nelle rocce di origine vulcanica.
Insieme alle nano particelle dei metalli pesanti, sicuramente cancerogene, la nube veicola pericolosi gas tossici: le anidridi carbonica e solforosa e gli acidi cloridrico, fluoridrico e sulfidrico.

In un'altra primavera di circa un quarto di secolo fa il vento di tramontana portò anche sull’Italia una parte della nube radioattiva sprigionatasi dall’esplosione di un reattore nucleare a Chernobyl ed ancora oggi i nostri territori risultano contaminati dagli isotopi radioattivi pericolosi come lo Iodio 131 e il Cesio 136. E come allora Legatumori Senese attivò un sistema di monitoraggio della radioattività ambientale, anche oggi si rivolge alle autorità preposte alla salvaguardia della nostra salute perché potenzino i circuiti di controllo delle cause delle incombenti nocività ambientale. In particolare, inviamo un pressante appello alla Provincia e all’ ARPAT, nonché alle ASL.

Nella mia qualità di consigliere nazionale della LILT, ho telefonato ieri sera al nostro presidente Prof Francesco Schittulli, cha ha subito preso contatto con i ministri della Salute e dell’Ambiente per i rispettivi settori di competenza.

Siamo riusciti a raggiungere uno dei massimi responsabili dell’ agenzia ANSA, in missione in Argentina e in questo week-end continueremo ad allertare altri circuiti di sanità pubblica e di informazione.

Infatti non bisogna perdere tempo prezioso, perché le prime nano particelle della nube islandese ad arrivare spinte dal vento sarebbero quelle più leggere, più veloci e rilevabili solo strumentalmente. Con questo messaggio Legatumori non vuole creare eccessivi allarmismi, ma solo applicare le consuete misure di precauzione e di prevenzione.

  FRANCO NOBILE
      oncologo